201603.09
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Lo stalking o “obsessional harassment”

Le vittime di stalking hanno ansie e paure che le portano a modificare il normale stile di vita.

Chi si sente perseguitato, molestato, o assillato in continuazione da qualcuno che si è introdotto nella sua routine quotidiana, potrebbe essere vittima di Stalking, un reato che obbliga la vittima a vivere in un continuo stato d’ansia e paura, fino a costringerla ad alterare il proprio stile di vita.

Il termine stalking, di derivazione anglosassone, significa letteralmente “caccia in appostamento” o “caccia furtiva”, e indica sostanzialmente tutti quei comportamenti di tipo persecutorio ripetuti nel tempo con caratteristiche tali da produrre effetti duraturi nel tempo come:

  • l’invio ossessivo e ripetuto di lettere, SMS ed e-mail
  • i pedinamenti
  • gli appostamenti
  • ogni atto anche vandalico che abbia scopo intimidatorio.

Perché il reato di stalking sia punibile, è necessario che la vittima presenti Denuncia-Querela contro lo stalker.

La denuncia-querela deve essere presentata entro sei mesi dal verificarsi dell’atto persecutorio.
Nel caso in cui la vittima del reato è un minore o affetto da disabilità, si procede d’ufficio.

L’artico 612 bis del Codice Penale, prevede una pena della reclusione da sei mesi a quattro anni per “chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno, in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità”.
Fatto sicuramente  importante è la previsione di alcune misure cautelari a protezione delle vittime.

In alternativa alla querela, l’articolo 8 della stessa legge n. 38/2009 “Ammonimento” dà la possibilità alla persona offesa – purché non abbia già sporto querela – di esporre i fatti al Questore, avanzando richiesta di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta persecutoria.
L’ammonimento è un provvedimento amministrativo (e non penale) di competenza del Questore che – su richiesta della vittima di comportamenti persecutori, valutati i fatti anche sulla base delle informazioni raccolte dagli organi investigativi – ammonisce il molestatore invitandolo ad interrompere il comportamento persecutorio.
Con la legge 38/2009 è stato introdotto l’articolo 282-ter del Codice di procedura penale, per cui il Giudice può disporre il “divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa” o in determinate circostanze dai suoi figli e/o dai conviventi, dai parenti o comunque da persone legate da relazione affettiva, e di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o da tali persone. Inoltre, può vietargli di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con le dette persone o ordinare modalità e imporre limitazioni quando la frequentazione dei luoghi con queste sia necessaria per motivi di lavoro ovvero per esigenze abitative.
Nei casi più gravi il Giudice può disporne la custodia cautelare in carcere o gli arresti domiciliari.

In linea di massima il movente principale delle condotte persecutorie è il controllo, la limitazione della libertà della persona che il persecutore vuol far sentire in sua balìa, per disporre di lei a suo piacimento, aiutato dalla condizione di stress in cui la vittima viene a trovarsi.
Lo stalker può essere una persona nota o sconosciuta, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un ex partner; le vittime sono soprattutto le donne, ma talvolta anche gli uomini.

Chi subisce atti persecutori o molestie assillanti ha spesso difficoltà a parlarne con qualcuno e a chiedere aiuto: per paura, vergogna o nella speranza di saper gestire in proprio la situazione e che tutto finisca al più presto. Non di rado, purtroppo, la vittima sottovaluta il rischio.

Attenzione! Non si deve confondere lo stalking con il corteggiamento insistente!

Nell’ipotesi di un episodio singolo, oppure di più episodi che non diano luogo ad effetti che si protraggono nel tempo, si parla di reati di minaccia, molestia, o violenza privata.
In ogni caso, la denuncia di ogni fatto che presupponga un ipotesi di reato, subito o in atto nei confronti di chiunque, va  prontamente denunciato alle autorità competenti.

Attenzione! Presso il Dipartimento per le Pari Opportunità è stato istituito il numero verde di pubblica utilità 1522, pensato per fornire ascolto e sostegno alle donne vittime di stalking e violenza. Il numero è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile. 
Le operatrici telefoniche dedicate al servizio forniscono informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti a livello locale, oltre ai numeri telefonici dei Centri antiviolenza presenti in Italia. 

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